Carbon footprint: l’impronta mondiale

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Nel precedente post ho evidenziato il fatto che l’umanità usa l’equivalente di 1,3 pianeti ogni anno. Ciò significa che oggi la Terra ha bisogno di un anno e quattro mesi per rigenerare quello che usiamo in un anno.

Scenari ottimisti delle Nazioni Unite suggeriscono che se il presente trend della popolazione e del consumo continuasse, entro il 2050 avremo bisogno dell’equivalente di due pianeti per il nostro sostentamento.

 

Trasformare le risorse in rifiuti più velocemente di quanto questi possano essere ritrasformati in risorse ci pone in una situazione di sovrasfuttamento ambientale, di esaurimento proprio di quelle risorse dalle quali la vita umana e la biodiversità dipendono. Il risultato è il collasso dello stock ittico, la diminuzione della copertura forestale, l’esaurimento delle risorse di acqua potabile e la crescita dell’ inquinamento e dei rifiuti.

Lo sfruttamento eccessivo contribuisce anche al sorgere di conflitti e guerre per le risorse, di migrazioni di massa, di carestia, di malattie e di altre tragedie umane — e tende ad avere un impatto sproporzionato sui più poveri, i quali non possono ovviare a questo problema prelevando le risorse altrove.

Gli individui e le istituzioni devono riconoscere i limiti ambientali.

Dobbiamo iniziare a porre i limiti ambientali al centro dei nostri processi decisionali e ad utilizzare l’ingegnosità umana per trovare nuovi modi di vita, entro i limiti che la Terra impone.  Ciò significa investire in tecnologia ed infrastrutture che permettano di operare in un Mondo con risorse limitate.

L’utilizzo di strumenti quali l’Impronta Ecologica per la gestione del nostro patrimonio ecologico è essenziale alla sopravvivenza ed al successo dell’umanità. Conoscere quanta natura abbiamo a disposizione, quanta ne utilizziamo e chi usa cosa, è il primo passo, e ci permetterà di monitorare i nostri progressi man mano che lavoriamo per il nostro obiettivo di un’esistenza sostenibile su un unico pianeta.

(da Global Footprint Network)

 


 

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Carbon footprint: perché?

Carbon footprint: i fondamenti

 

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