Rapporto “trends in global CO2 emission”: la Cina al Top

La Cina al top delle emissioni di CO2.

 

 

Sono state stimate le emissioni per il periodo 2011-2013, tutte le emissioni di CO2 sono state aggregate in cinque principali fonti:

(1) combustione dei combustibili fossili,

(2) emissioni fuggitive provenienti dai carburanti, ossia le emissioni gassose di sostanze organiche volatili, dovute alle perdite fisiologiche e cioè non accidentali, dagli organi di tenuta degli impianti chimici e petrolchimici,

(3) produzione di cemento e altri usi del carbonato,

(4) feedstock e altri usi non energetici di combustibili fossili,

(5) l'incenerimento dei rifiuti e gli incendi di carburante.

 

Nel 2013, le emissioni globali di CO2 hanno raggiunto un nuovo massimo di 35,3 miliardi di tonnellate (Gt) (Figura ) nel 2013, con un incremento del 2,0% rispetto all'anno precedente.

 

 

All'interno dell’ incremento totale delle emissioni globali nel 2013, ci sono notevoli differenze tra i vari paesi.

Il consumo mondiale di carbone (responsabili di circa il 40% delle emissioni totali di CO2) è cresciuto del 2,7% nel 2013. La Cina ha contribuito per due terzi, mentre l'India e gli Stati Uniti per circa un quinto.

Il consumo globale di prodotti petroliferi è aumentato del 1,1% nel 2013, leggermente al di sotto del trend storico del 1,3% annuo, con la Cina che contribuisce più di un terzo e gli Stati Uniti e il Brasile per circa il 30% e il 15%, rispettivamente.

Il consumo di gas naturale è aumentato globalmente del 1,1% nel 2013 con la Cina e gli Stati Uniti che contribuiscono entrambe per circa il 40% e il Brasile per circa il 15%.

Nel 2013, l’Unione Europea ha registrato una riduzione delle emissioni di CO2 del 1,4% nel 2013

L’UE ha visto una diminuzione del 2,2%, 1,4% e 2,7% per il consumo di energia primaria di petrolio, gas e carbone, rispettivamente. Queste diminuzioni sono legate principalmente ad un calo dello 0,5% della produzione industriale media e a una riduzione del 1,2% della produzione di energia elettrica, in combinazione con un maggiore uso delle energie rinnovabili, con una quota del 11,5% nel consumo di energia primaria nel 2013, rispetto al 10,3% nel 2012.

 

E 'ovvio che sia le attività ad alta intensità energetica e l’utilizzo  dei combustibili fossili incidono per il 90% delle emissioni totali di CO2. La produzione di energia rimane il settore più importante in relazione al consumo di combustibili fossili e quindi la scelta del combustibile fossile dal settore energetico è della massima importanza.

A differenza del settore energetico per il quale è possibile selezionare un numero relativamente grande varietà di combustibili (da combustibili fossili a combustibile nucleare e di fonti di energia rinnovabili), altri settori ad alta intensità energetica, come la produzione e la costruzione, sono meno flessibili nel breve periodo.

 

Analisi delle emissioni e le modifiche negli ultimi anni. Il più grande paese che emette CO2  è di gran lunga è la Cina con una quota del 29% nel 2013, molto più grande rispetto a gli Stati Uniti con il 16% e l'Unione europea con il 11%.

 

Questi dati mettono in evidenza che gli sforzi fatti dall’Unione Europea viene di gran lunga annullata dalla presenza dei paesi in via di sviluppo. E’ ovvio che, se si vuole moderare le emissioni, anche tali paesi devono adeguarsi agli obiettivi mondiali sul clima. 

(fonte European Commission)

 


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