Anche i premi nobel contro i cambiamenti climatici: ridurre subito emissioni CO2

Dopo l’appello dell’Onu alle grandi società delle fossili, 36 Premi Nobel, riunitisi in Germania, hanno firmato una dichiarazione sui cambiamenti climatici. 

 

A 5 mesi prima della conferenza Onu (COP21), durante la quale si spera che 195 Stati arrivino ad un accordo su un futuro più sostenibile per il Pianeta, il testo è un nuovo invito a fissare misure decisive per limitare le emissioni mondiali di gas serra.

I NOBEL - Peter Agre, Michael Bishop, Elizabeth Blackburn, Martin Chalfie, Claude Cohen-Tannoudji, Steven Chu, James Cronin, Peter Doherty, Gerhard Ertl, Edmond Fischer, Walter Gilbert, Roy Glauber, David Gross, John Hall, Stefan Hell, Serge Haroche, Jules Hoffmann, Klaus von Klitzing, Harold Kroto, William Moerner, Ferid Murad, Ei-Ichi Negishi, Saul Perlmutter, William Phillips, Richard Roberts, Kailash Satyarthi, Brian Schmidt, Hamilton Smith, George Smoot, Jack Szostak, Roger Tsien, Harold Varmus, Robin Warren, Arieh Warshel, Robert Wilson, Torsten Wiesel: sono questi i nomi dei firmatari dell’appello alle istituzioni mondiali.

E’ stata evitata una guerra nucleare, anche se la minaccia resta, ora è tempo di fronteggiare una minaccia nuova. La prosperità creata dalla scienza è stata pagata con il prezzo dell’aumento del consumo di risorse naturali fondamentali. Senza freni, la nostra domanda di generi alimentari, acqua ed energia finirà per superare la capacità della terra di soddisfare i bisogni dell’umanità e porterà ad una tragedia umana globale.

Gli scienziati esperti di cambiamenti climatici – dicono i premi Nobel – hanno già dimostrato l’impatto delle attività umane sulle risorse disponibili. L’Onu ha creato il Gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico (Ipcc), un gruppo che se ne occupa e condivide informazioni e ricerca nuove soluzioni. E il Rapporto prodotto è, dicono i Nobel, la migliore fonte di informazioni sui cambiamenti climatici in atto.

Restano però tante incertezze e tanta preoccupazione su cosa accadrebbe a fronte di un aumento della temperatura media globale di 2 gradi centigradi. Lo stesso Rapporto incolpa i gas serra e le previsioni indicano che il surriscaldamento sarà anche maggiore rispetto a 2 gradi nel prossimo secolo, a meno che non si agisca in maniera netta e rapida. I progressi, dunque, dovranno essere molto veloci nella riduzione delle emissioni attuali e future, per poter minimizzare da subito rischi importanti.

“Pensiamo che le nazioni debbano approfittare dell’occasione rappresentata dalla Conferenza Onu di Parigi, a dicembre, per prendere misure decisive e limitare le emissioni. Questo sforzo esigerà la cooperazione di tutte le nazioni, sviluppate e non, e dovrà essere protratto anche in seguito, in accordo con le previsioni scientifiche aggiornate. La non-azione ricadrà sulle generazioni future e le sottoporrà ad un rischio inammissibile ed inaccettabile”, concludono i 36 premi Nobel nella loro dichiarazione.

(fonte Green Biz

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