Clima: l’Italia osservato speciale

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Entro la fine di questo secolo uno su dieci persone sulla Terra rischia di vivere in un punto attivo dell’impatto climatico. Solo un controllo sulle emissioni di gas a effetto serra potrà evitare questa previsione.

Molte più persone saranno coinvolti in una situazione ancora peggiore a causa degli effetti combinati sulle rese delle colture, la disponibilità di acqua, gli ecosistemi e la salute, secondo uno studio ora pubblicato online dal Proceedings of National Academy of Sciences (PNAS).

 

Questo studio identifica la regione amazzonica, il Mediterraneo e l'Africa orientale come le regioni che potrebbero verificarsi le situazioni più problematiche.
 

I ricercatori del consorzio internazionale Intersectoral Impact Model Intercomparison Project (ISI-MIP) hanno cercato di stimare attraverso modelli matematici la combinazione degli effetti dell'innalzamento della temperatura sulla disponibilità di acqua, sugli ecosistemi, sull'agricoltura e sulla diffusione della malaria, cercando le aree dove queste sovrapposizioni saranno maggiori. Le zone dove questi effetti risultano amplificati dalla sovrapposizione sono risultate essere l'Amazzonia, il Mediterraneo e l'Africa orientale.

Impatto globale nel peggiore dei casi - Gli autori hanno elaborato anche un "worst case scenario", con le previsioni più pessimistiche, da cui emerge invece che tutti gli abitanti del pianeta saranno in zone molto colpite. Franziska Piontek, autore principale dello studio, ha spiegato: "La sovrapposizione degli effetti dei cambiamenti climatici in differenti settori ha il potenziale di moltiplicare la pressione sulle persone delle regioni affette. Ecco perché ci siamo dedicati a questo studio multisettoriale, da cui è emerso che l'impatto sarà sentito sia nei paesi sviluppati che in via di sviluppo".

 


 

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