Clima: il report ISPRA e la situazione mondiale

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Il 2012 è stato un anno più caldo della media climatologica, sia a livello globale che in Italia.

La temperatura media globale sulla terraferma, rispetto al trentennio climatologico di riferimento 1961-1990, è stata di +0.78°C, dal 1986 l’anomalia termica media globale è stata sempre positiva.

 

 

Anche la temperatura superficiale degli oceani è risultato più alto della media. In ogni caso la temperatura è stata influenzata da  La Niña nei primi mesi dell’anno.

In Australia le precipitazioni sono state molto abbondanti nel corso dei primi mesi del 2012; durante il resto dell’anno, a seguito del dissolversi de La Niña, hanno prevalso condizioni di piovosità più scarsa. I valori di piovosità inferiori alla media osservati nell’Australia occidentale tra aprile e dicembre sono stati collegati dal Servizio Meteorologico Australiano a valori di anomalia termica negativa nell’Oceano Indiano Orientale.

Ci sono state anomalie termiche negative su gran parte dell’Oceano Pacifico nord-orientale ed equatoriale, che hanno raggiunto la massima intensità di fronte all’Alaska.

In relazione alla presenza di anomalie di tipo La Niña nel Pacifico equatoriale, nei primi mesi dell’anno si sono verificate condizioni di siccità estrema nel nord del Brasile, che hanno determinato gravi problemi di approvvigionamento d’acqua. Negli Stati Uniti l’estate è stata particolarmente calda e la scarsità di precipitazioni ha determinato una siccità di gravità confrontabile con quelle verificatesi negli anni ’50 del secolo scorso.

La siccità ha colpito anche la Russia, la Siberia occidentale, l’Ucraina, il Kazakistan, l’Europa centro-orientale e la Cina centro-meridionale. Avendo interessato contemporaneamente diversi continenti nel corso della stagione estiva, essa ha avuto gravi conseguenze sulla produzione agricola mondiale e in particolare su quella del mais.

In altre aree, come nell’Africa centro-occidentale, il clima è stato invece estremamente umido. Piogge di intensità estrema hanno interessato il Giappone meridionale, dove sono caduti fino a 500 mm in 24 ore, con conseguenti frane e allagamenti. In Cina sono state registrate precipitazioni di 170 mm in 16 ore, che hanno causato una delle peggiori inondazioni degli ultimi sessant’anni. In Argentina piogge molto intense e valori cumulati mensili da record sono stati registrati ad agosto nell’area intorno a Buenos Aires. Il monsone indiano ha innescato da settembre piogge particolarmente intense nelle regioni nord-occidentali.

Tra gli eventi estremi del 2012 si segnalano il tifone Sanba, che ha colpito a settembre il Giappone meridionale e le Filippine e l’uragano Sandy, che ha colpito la Giamaica, la Repubblica Domenicana, Haiti, Cuba e gran parte degli stati orientali degli USA, causando più di 250 vittime e provocando complessivamente danni per più di 50 miliardi di dollari.

In ottobre, nella sua fase extra-tropicale, Sandy ha causato intense tempeste di neve e vento (blizzard) sulle coste orientali degli Stati Uniti, con valori record di accumuli nevosi per questo mese. In dicembre il tifone Bopha si è invece abbattuto sulle Filippine, causando più di 900 vittime e oltre 600 dispersi.

Le intense anomalie positive presenti sia sul Mare del Labrador, sulla Groenlandia e sul Canada che sulla Russia Settentrionale hanno contribuito a determinare il record di minima estensione della calotta artica. Di contro, nel corso dei primi mesi dell’anno sono state registrate notevoli anomalie fredde su Alaska e gran parte dell’Eurasia, inclusa l’Italia.

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