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Clima: la Commissione Ue fissa gli obiettivi per il 2030

 

 NEWS/CAMBIAMENTO CLIMATICO/

Mercoledi 22 gennaio la Commissione europea ha deciso di presentare sul pacchetto clima ed energia 2030.

 

 


Dagli obiettivi stabiliti nel pacchetto del 2008 e da raggiungere entro il 2020 - riduzione del 20% delle emissioni, aumento del 20% di energie rinnovabili e risparmio energetico del 20%, la linea di Bruxelles fissa l'obiettivo del 40% per la riduzione delle emissioni entro il 2030 rispetto ai livelli del 1990, e non propone obiettivi vincolanti per le energie rinnovabili e per l'efficienza energetica come invece aveva chiesto il parlamento.

La decisione definitiva deve comunque essere presa dai capi di Stato dell'Ue in occasione del vertice di marzo, e le trattative sono serrate.

Entro maggio-giugno le conclusioni politiche devono quindi trasformarsi in un mandato definitivo per la presidenza di turno italiana, cui spetta l'onere di inviare un messaggio forte alla comunità internazionale su come l'Europa intende muoversi in vista del summit sul cambiamento climatico voluto dal segretario generale dell'Onu Ban Ki-moon fissato per settembre a New York.

Per ora sul clima sembra dunque prevalere la linea franco-tedesca dei due step che prevedono prima un accordo politico forte sugli obiettivi, poi un dibattito interno per definire il pacchetto delle misure in vista della conferenza di Parigi del 2015.


Il 9 gennaio le commissioni Industria ed energia e Ambiente e salute del parlamento hanno infatti già votato e chiesto alla Commissione di proporre un pacchetto con tre obiettivi vincolanti per il 2030: risparmio energetico del 40%, riduzione dei gas serra di almeno il 40% e incremento dell'uso di energie rinnovabili di almeno il 30%.
Anche i ministri per l'Energia di otto Stati membri hanno scritto a Barroso per mostrare il loro sostegno a fissare nuovi obiettivi sulle energie rinnovabili.
E sei dei più grandi Stati Ue (tra cui l'Italia) hanno invitato pubblicamente la Commissione affinché proponesse un pacchetto con una riduzione di almeno il 40% delle emissioni.

A Palazzo Berlaymont le pressioni per fermarsi al 35% però sono state molte. A partire da quelle del cosiddetto gruppo di Magritte, i 10 big europei dell'energia contro gli incentivi alle rinnovabili - Enel, Eni, Cez, Iberdrola, Gasterra, Vattenfall, Gdf suez, e.On, Rwe, Gas Natural Fenosa - che da tempo chiedono un cambio di rotta nelle politiche comunitarie. Sino ad arrivare a quelle di BusinessEurope, la federazione delle Confindustrie degli Stati Ue, che ha chiesto di non fissare i tre obiettivi vincolanti, ma di occuparsi solo della riduzione della anidride carbonica, senza arrivare alla quota del 40%.

Di altra opinione invece sindacati, Ong, società civile, settore delle energie rinnovabili, settore dell'efficienza energetica, singole imprese, gruppi di investimento e imprese energetiche che più volte hanno definito i tre obiettivi vincolanti come l'unica strada da seguire per combattere il cambiamento climatico, migliorare la competitività dell'industria europea, creare milioni di posti di lavoro e ridurre la dipendenza dal carburante.
«La nostra opinione è che l'Ue dovrebbe concordare un quadro politico per il 2030 con almeno il 55% i tagli delle emissioni di anidride carbonica, una quota di energie rinnovabili al 45% e 40% di risparmio energetico», hanno scritto in una lettera indirizzata a Barroso, le associazioni Can Europa, Eeb, Wwf, Friends of the earth, Oxfam, Carbon market watch e Greenpeace.

La riduzione delle emissioni di gas a effetto serra del 40% per il 2030 non sarebbe quindi espressione di ambizione, se davvero l'Ue volesse contribuire a mantenere l'aumento della temperatura globale al di sotto di due gradi centigradi.
Per ora alla Commissione  il clima è incandescente: la resistenza di alcuni Stati membri e della stessa Commissione a fissare obiettivi vincolanti resta alta. 
Antonio Tajani e Janusz Lewandowski, i commissari europei per l'Industria e il Bilancio spingono affinché i nuovi obiettivi siano impostati solo quando la crisi finanziaria sarà finita. Allora, sarà un nuovo collegio dei commissari a doversi occupare del difficile tema.

Fonte Lettera 43


 

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