Protocollo di Kyoto: il contributo delle rinnovabili in Italia

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Il contributo delle rinnovabili al Consumo Finale Lordo (CFL) di energia, secondo i dati resi disponibili dal GSE, tra il 2005 e il 2010 è passato dal 5,3% al 10%, crescendo in valore assoluto da 7,3 a 12,9 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio (Mtep).

 

 

Il dato è in linea con il target nazionale attribuito all’Italia nell’ambito della Direttiva europea (2009/28/CE), pari al 17% del CFL da rinnovabili da raggiungere entro il 2020. Dal 1990 a oggi si è assistito a un progressivo cambiamento nel mix energetico nazionale, con la sostituzione dei prodotti petroliferi con gas e fonti rinnovabili. Nel 1990 il petrolio era di gran lunga la prima fonte energetica nazionale e copriva il 57% del fabbisogno energetico a fronte del 24% del gas e del 6‐7% delle fonti rinnovabili. Nel 2012 il petrolio soddisfa il 36-38% dei consumi primari, il gas quasi altrettanto e le rinnovabili circa il 15%. Questo cambiamento ha portato a una progressiva riduzione delle emissioni specifiche dell’energia: per un tep di energia primaria consumato in Italia le emissioni di gas serra sono passate da 3,2 tCO2eq nel 1990 a 2,6 tCO2eq nel 2012.

Il processo di de carbonizzazione è stato particolarmente forte nel settore della produzione elettrica, grazie alla diffusione delle centrali a gas a ciclo combinato, con rendimenti anche superiori al 55%, e alla crescita delle fonti rinnovabili.

(fonte Dossier Kyoto)

 


 

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