GEOSTORM, il film denuncia contro la manipolazione climatica

Geostorm è un film catastrofico del 2017 diretto da Dean Devlin.

 

Quando il cambiamento climatico mette in pericolo la sopravvivenza stessa della Terra con tempeste catastrofiche, tutti i governi del mondo si uniscono per creare il Boy Programma olandese: una vasta rete mondiale di satelliti che circondano il pianeta, dotati di strumenti sofisticati di geoingegneria sono progettati per allontanare le catastrofi naturali. Il programma ha successo e il pianeta non subisce danni per due anni, ma subito dopo qualcosa comincia ad andare male. Due fratelli vengono spediti nello spazio con il compito di risolvere i problemi di funzionamento del programma prima che un vasto "Geostorm" possa inghiottire il pianeta.

 

 

 

Proprio in questi giorni è stato presentato un nuovo film a carattere scientifico-catastrofistico, dal titolo Geostorm. In film affronta il tema della manipolazione operata dall’uomo, attraverso l’uso della tecnologia e dei satelliti, delle condizioni meteorologiche.

Si pone l’accento su un tema che da sempre desta grande attenzione, ovvero la possibilità che ha l’uomo di intervenire direttamente con la manipolazione degli eventi atmosferici, provocandoli ed accentuandoli in alcune zone a discapito magari di altre, destinate a soffrire di alluvioni o di gravi siccità.

Il mondo scientifico americano in particolare e quello russo dall’altra sponda, hanno sempre rifiutato di ammettere ufficialmente sperimentazioni in tali campi. Ma, c’è un fondo di verità in tutto questo ed il film richiama l’attenzione generale sull’argomento.

I settori militari delle due più grandi potenze hanno spesso pensato a questi argomenti in passato, senza però ammetterlo, anzi negando pubblicamente di farlo.

Per citare un esempio basta ricordare le antenne del programma militare americano definito HAARP, un programma che a detta degli americani doveva servire a migliorare le comunicazioni radio, di fatto però sembra che servisse ad emettere con particolari antenne, una grande quantità di onde elettromagnetiche a bassa frequenza, tutte concentrate su un ben preciso punto della calotta del Polo Nord. La vera intenzione sarebbe stata quella di riscaldare in un punto l’atmosfera in modo da ottenere delle variazioni di percorso delle correnti d’alta quota (JetStream) e cosi provare a pilotare i movimenti degli anticloni, legati appunto alla posizione delle JetStream.

 

 

 

Dodici anni fa trapelò la notizia di una macchina segreta che può cambiare il tempo.

La HAARP (acronimo di High Frequency Active Auroral Research Program) è un'installazione civile e militare situata negli Stati Uniti. L'installazione si trova in Alaska, nei pressi di Gakona, a ovest del Parco nazionale Wrangell-Santo Elias, in una ex base della United States Air Force.

Venne costruita nel 1993, a fini di ricerca scientifica sugli strati alti dell'atmosfera e della ionosfera, e sulle comunicazioni radio per uso militare. L'impianto non è più in attività da maggio 2013, nonostante ciò è stato ed è tuttora al centro di diverse teorie del complotto.

Gli appassionati di cospirazioni hanno sempre sostenuto che era un gigantesco trasmettitore di raggi che può provocare dì tutto, dai terremoti ai cambiamenti climatici, e anche aurore boreali artificiali.

L'obiettivo dichiarato è questo: «Haarp è un'impresa scientifica mirata a studiare le proprietà e il comportamento della ionosfera, con particolare enfasi sulla capacità di capirla e usarla per migliorare i sistemi di comunicazione e sorveglianza, a scopi civili e di difesa»! La ionosfera - spiegano - è la parte dell'atmosfera che si estende da circa 50 a oltre 300 chilometri sopra la Terra. Sotto, dai 48 chilometri a 16, c'è la stratosfera, che contiene l'ozono, mentre da 16 al livello del mare c'è la troposfera.

Ma come mai il Pentagono vuole studiare i fenomeni della parte più esterna dell'atmosfera? Questa è la risposta ufficiale: «L'interesse deriva dal grande numero di sistemi di comunicazione, sorveglianza e navigazione che passano attraverso la ionosfera, e dalle potenzialità inesplorate di innovazioni tecnologiche che suggeriscono applicazioni tipo l'individuazione di oggetti sotteranei, la comunicazione a grandi profondità sotto il mare o sottoterra, e la generazione di emissioni infrarosse e ottiche».

I militari, poi, giurano che gli allarmi sulla capacità dei raggi di «Haarp» di cambiare il clima sono «fesserie», perchè il tempo non viene determinato nella ionosfera. Tuttavia, queste spiegazioni non hanno mai convinto. I sospetti variano in base al grado di preparazione, ma comunque partono dal presupposto che, se il Pentagono studia qualcosa, pensa di poter ricavare una nuova arma.

Tra le ipotesi più citate, ci sono l'utilizzo del progetto per cambiare il clima, provocando tempeste e siccità nei Paesi nemici, oppure scatenare terremoti e tsunami, fare «buchi» nell'atmosfera da cui transitino radiazioni fatali, emettere un «raggio della morte» capace di uccidere a qualunque distanza.

 

In Geostorm, ispirato a studi che hanno l’obiettivo di controllare il clima ed in uscita nelle sale cinematografiche il primo novembre, racconta di una possibile fine dell’umanità a causa di un errore umano. Un sistema di controllo del clima sperimentale diventa un’arma letale per l’umanità.

 

 

 

Torna all'indice Arte e Cinema

Joomla templates by a4joomla