CINEMA: Happy Feet



Happy Feet è un lungometraggio d'animazione del 2006

 

In Antartide, tra i pinguini imperatore, tutti sanno cantare. Il piccolo Mambo, però, non ne ha la capacità, ma ha un grande talento nel ballare il tip tap. Un giorno Mambo incontra un gruppo di gabbiani stercorari: alla zampa di uno di loro è stato attaccato un anello giallo dagli "alieni" (cioè gli umani). La sua vita cambia quando si innamora di Gloria, che dimostra grande talento nel cantare e viene accolta da tutti i pinguini, Mambo compreso. Però quando Gloria si esibisce in uno spettacolo, Mambo, senza volerlo, glielo rovina e viene allontanato. [….] 

 

 

La storia è ispirata a Happy Feet un giovane  pinguino imperatore che nuotò per 3000 chilometri fuori rotta, e approdò su una spiaggia della Nuova Zelanda. Non vi era neve lì, che i pinguini imperatore la mangiano abitualmente per dissetarsi, così Happy Feet sbagliò, e mangiò della sabbia. Ebbe così un blocco al sistema digerente, per cui fu chiamato un gastroenterologo presso lo zoo di Wellington. Centinaia di persone assistettero all’endoscopia con cui il dottore asportò attentamente la sabbia e i legnetti ingeriti. Furono somministrati farmaci per migliorare la motilità viscerale. Furono fatte radiografie per monitorare il recupero. Le relative notizie fecero il giro del mondo.

Dopo qualche settimana di convalescenza in un luogo refrigerato Happy Feet era pronto per tornare a casa.

Sfortunatamente  il segnale all’improvviso cessò.

Sebbene le cure prestate siano costate ben 30000 dollari neozelandesi [circa 18000 €, NDT], gli ambientalisti hanno giustificato la spesa come una preziosa occasione per aumentare la pubblica consapevolezza sui temi della difesa della natura.

Ma la visione degli ambientalisti non coincide con la più ampia reazione della gente. Gli addetti ai lavori hanno sottolineato l’utilità di spendere così tanti soldi  su un solo animale sfortunato: “La veterinaria dello zoo di Wellington, Lisa Argilla, ha dichiarato che Happy Feet è stato un ambasciatore della sua specie, ed ha aumentato la consapevolezza dei problemi della protezione della natura in tutto il mondo. Per questo è valsa la pena di spendere fino all’ultimo centesimo”.

Il film vuole essere un segnale di allarme e numerose associazioni ambientaliste cercano di reclutare seguaci e adesioni agli appelli e alle campagne lanciate anche a livello internazionale. Fra queste Greenpeace e' scesa in campo lanciando una petizione per proteggere i pinguini.

Un'area che rappresenta il 10% dei mari del mondo, la piu' incontaminata riserva marina rimasta sul pianeta. E in questo modo non si proteggono solo i pinguini ma anche balene, foche e circa diecimila altre specie.

Ma i pinguini non vivono solo in ambienti freddi. Ce ne sono 18 specie in tutto e tutte vivono nell'emisfero meridionale: dodici specie solo fra i ghiacci dell'Antartide sino alle acque della Nuova Zelanda, mentre altre quattro fra Africa australe e Sud America dove possono trovarsi ad affrontare anche alte temperature; le rimanenti si trovano fra Australia e Nuova Zelanda. Il pinguino delle Galapagos e' quello che vive piu' a nord di tutti, avendo oltrepassato l'equatore.

Ogni anno il 25 aprile si celebra la giornata di questi popolari e carismatici uccelli marini che pero' non volano, camminano dondolandosi goffamente e scivolano velocemente con la pancia sui ghiacci, con le ali che fungono da pinne con cui nuotano abilmente e velocemente, tanto da raggiungere anche i 25-30 chilometri orari sott'acqua.

Il pinguino imperatore e' l'indiscusso piu' grande esemplare della specie, seguito dal pinguino re, il secondo per grandezza nel mondo.

 

 

 


 

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