CINEMA: La marcia dei pinguini

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Il pinguino imperatore che vive nelle regioni antartiche deve migrare per diversi mesi in determinate zone per riprodursi e allevare i propri figli. La marcia dei pinguini segue da vicino il viaggio di una colonia e successivamente una coppia di questi che affronta diverse marce affinché il piccolo possa resistere al freddo e alla fame del periodo dopo la sua nascita.

 

 

Il film mostra le sofferenze dei pinguini durante la loro riproduzione, partendo dalla marcia che dall'oceano li porterà all'interno della regione ghiacciata. Qui si formeranno le coppie che si riprodurranno e aspetteranno la nascita del loro unico figlio. Alcuni piccoli muoiono dal freddo ed il motivo è perché uno dei pinguini ha sbagliato qualche passo della loro danza facendo così cadere l'uovo nel ghiaccio e facendolo congelare... e allora la madre va a rubare il figlio ad un altro pinguino. A questo punto il padre del pinguino coverà il piccolo, mentre la madre tornerà all'oceano per prendere qualcosa da mangiare al piccolo. Di ritorno troverà il pinguino già nato e lo nutrirà mentre il padre dovrà tornare all'oceano per sfamarsi, dopo mesi di digiuno al gelo. Al ritorno troverà la famiglia ad attenderlo, dopodiché tutti i membri si separeranno facendo la loro ultima marcia annuale di ritorno all'oceano. C'è anche chi si è perso o non è riuscito ad accoppiarsi ovvero per la sua lentezza è rimasto indietro. Considerato che la vita dei pinguini è una vita di gruppo, i pinguini restati soli moriranno congelati.

Il film è un documentario con una trama costruita per mostrare tutti gli aspetti di questa marcia che annualmente compiono gli imperatori. Viste poetiche di tramonti sul ghiaccio si affiancano spesso a momenti piuttosto drammatici e malinconici in cui ci viene mostrato, ad esempio, come un uovo viene danneggiato dal ghiaccio o ancora come alcuni piccoli di pinguino muoiano divorati dai predatori o a causa del freddo. Viene poi posto l'accento su tutti i pericoli dei vari spostamenti, come la caccia dei predatori sottomarini e il rischio di rimanere soli durante le traversate dei deserti ghiacciati, perdendo così il sostegno del gruppo.

Il pinguino imperatore (Aptenodytes forsteri) è il più grande degli uccelli appartenenti alla famiglia dei pinguini; insieme al pinguino reale (Aptenodytes patagonicus) appartiene al genere dei pinguini di grandi dimensioni, nessuno capace di volare ma tutti ottimi nuotatori.

La specie non appare in generale in pericolo di estinzione, le stime del 1995 contano 195.400 coppie (tra i 400 000 e i 450 000 esemplari) ed il numero appare stabile anche se vi sono colonie in declino come a Capo Crozier dove il numero è in diminuzione fin dagli anni settanta o a Punta Geologia (Terra Adelia), tra il 1950 e il 1975 erano presenti 6.000 coppie circa, ridottosi a 2.500 coppie nel 1982.

I pinguini imperatori sono disturbati soprattutto dal sorvolo degli elicotteri sulle colonie di passaggio per il rifornimento alle basi scientifiche. Il surriscaldamento globale, inoltre, sta riducendo le aree ghiacciate anche in Antartide.

 


 

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