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Clima ed il protocollo di Kyoto

 

I governi hanno deciso collettivamente che il mondo ha bisogno di limitare l’aumento medio della temperatura globale.

 

Il protocollo di Kyoto, un trattato internazionale riguardante il riscaldamento globale, è stato firmato a Kyoto l'11 Dicembre 1997 da più di 160 paesi ed è entrato in vigore nei primi mesi del 2005. Secondo questo trattato, tutti i paesi aderenti devono impegnarsi per ridurre almeno del 5% rispetto ai livelli del 1990 le emissioni di gas inquinanti, dannosi per l'atmosfera, entro il 2012;   in particolare, è necessario diminuire l'anidride carbonica per evitare l' effetto serra e l'allargamento del buco dell'ozono.

Purtroppo non tutti i paesi hanno aderito: il problema più consistente riguarda gli Stati Uniti che sono uno tra i paesi più industrializzati e più inquinanti, che avrebbero quindi dato una svolta positiva alle condizioni ambientali, se avessero firmato il protocollo. Per quanto riguarda i paesi dell' Unione Europea, questi sono tenuti ad abbassare le emissioni dell' 8%, il Giappone del 5% mentre per la Russia è stata accettata la proposta di stabilizzarsi sui livelli raggiunti nel 1990; alcuni paesi, poco inquinanti, hanno ottenuto il permesso di aumentare l'industrializzazione di una certa percentuale, senza dover pagare sanzioni.

Il trattato prevede l'obbligo in capo ai paesi industrializzati di operare una riduzione delle emissioni di elementi inquinanti nel periodo 2008-2012. Perché il trattato potesse entrare in vigore, si richiedeva che fosse ratificato da non meno di 55 nazioni firmatarie e che le nazioni che lo avessero ratificato producessero almeno il 55% delle emissioni inquinanti; quest'ultima condizione è stata raggiunta solo nel novembre del 2004, quando anche la Russia ha perfezionato la sua adesione.

Nell'aprile 2007 gli stati aderenti erano 169. I paesi in via di sviluppo, al fine di non ostacolare la loro crescita economica frapponendovi oneri per essi particolarmente gravosi, non sono stati invitati a ridurre le loro emissioni.

Cina, India e altri paesi in via di sviluppo sono stati esonerati dagli obblighi del protocollo di Kyoto perché essi non sono stati tra i principali responsabili delle emissioni di gas serra durante il periodo della industrializzazione che sta provocando oggi il cambiamento climatico. I paesi non aderenti sono responsabili del 40% dell'emissione mondiale di gas serra.

Nel 2012 il Protocollo, l'unico accordo esistente e vincolante, in base al quale i paesi sviluppati si impegnano a riduzione dei gas a effetto serra, è stato modificato in modo che continuerà con una nuova fase a partire dal 1° gennaio 2013. I governi hanno deciso che la durata del secondo periodo d'impegno sarà di 8 anni (la nuova scadenza, quindi, è il 31 dicembre 2020).

I governi hanno concordato di lavorare sollecitamente per un accordo universale di tutti i paesi sui cambiamenti climatici  a partire dal 2020, da adottare entro il 2015 e per trovare il modo di potenziare gli sforzi prima del 2020 oltre gli impegni esistenti per ridurre le emissioni in modo che il mondo possa rimanere al di sotto del massimo concordato di 2°C di aumento della temperatura.

 

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