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Il Goal 04 affronta il tema dell’istruzione di qualità, fattore rilevante per migliorare la vita delle persone e assicurare uno sviluppo inclusivo e sostenibile.

 

 

Il Goal 04 si occupa del tema della istruzione di qualità, fattore rilevante per migliorare la vita delle persone e rendere attuabile uno sviluppo sostenibile. I target da monitorare riguardano diverse dimensioni: l’accesso per tutti all’istruzione di ogni ordine e grado (scuola dell’infanzia, primaria, secondaria e terziaria), la qualità dell’istruzione impartita, il possesso delle conoscenze e delle competenze per l’occupazione e per lo sviluppo sostenibile; l’eliminazione delle disparità di genere nell’istruzione e la parità di accesso per i più vulnerabili; il monitoraggio delle strutture scolastiche, in modo che siano adatte alle esigenze di tutti.

 

 

 

Nel mondo (post Covid)

 

 

 

Alla fine del 2019, milioni di bambini e giovani non andavano ancora a scuola e più della metà di quelli a scuola non soddisfacevano gli standard minimi di competenza in lettura e matematica. La chiusura delle scuole per rallentare la diffusione del COVID-19 sta avendo un impatto negativo sui risultati dell'apprendimento e sullo sviluppo sociale e comportamentale dei bambini e dei giovani. Ha colpito più del 90% della popolazione studentesca mondiale, 1,5 miliardi di bambini e giovani. Sebbene l'apprendimento a distanza sia fornito a molti studenti, bambini e giovani in comunità vulnerabili e svantaggiate, come coloro che vivono in aree remote, povertà estrema, stati fragili e campi profughi, non hanno lo stesso accesso ad essi. Il divario digitale amplierà i divari esistenti nell'uguaglianza per quanto riguarda l'istruzione.

 

SDGS 2019. Goal 04. Garantire un'istruzione di qualità inclusiva ed equa e promuovere opportunità di apprendimento permanente per tutti. Dati FVG

 

 

In Italia (preCovid)

 

Nel 2018, in Italia è del 23,3% la percentuale degli studenti che non raggiungono il livello minimo di competenza in lettura (low perfomer), lievemente peggiore della media Oecd (22,6%). Il livello base di competenza matematica non è stato raggiunto dal 23,8% degli studenti, quota simile alla media registrata nei Paesi Oecd. Per la competenza scientifica la percentuale di low performer raggiunge il 25,9%, dato significativamente peggiore della media Oecd (22%).

 

Le differenze regionali sono ampie. Gli studenti del Centro-Nord mostrano livelli più contenuti di low performer in tutti gli ambiti mentre nel Mezzogiorno i valori appaiono maggiori.

 

Divari ancora più ampi si osservano, invece, tra le diverse tipologie di istituti di istruzione. Nei Licei troviamo la percentuale più bassa di low performer in tutte e tre le competenze.

 

La percentuale di giovani tra 18 e 24 anni che non hanno concluso il percorso scolastico e formativo è del 13,5% nel 2019, in diminuzione rispetto al biennio 2017-2018.

 

 

 

L’ultimo decennio e stato caratterizzato da un rafforzamento del processo di digitalizzazione, che ha subito una brusca accelerazione durante gli ultimi mesi e che ha cambiato il modo di comunicare, leggere, scambiare informazioni.

 

Nel 2019, in Europa, l’87% della popolazione di 16-74 anni ha usato Internet negli ultimi 3 mesi; in Italia il 76%. Inoltre, in Italia, soltanto il 22% dimostra competenze digitali avanzate, con quote fortemente differenziate per età.

 

Se si analizzano separatamente le quattro dimensioni in base alle quali e calcolato l’indicatore composito emerge che gli “internauti” hanno competenze digitali più avanzate nella comunicazione (72,3%) e nell’informazione (61,8%), rispetto alla capacita di risolvere problemi (49,8%) e di utilizzare software per trattare/veicolare contenuti digitali (42,6%).

 

 

 

 

La prima competenza esaminata e la literacy in lettura. La varietà di testi e diventata molto più ampia, con il rapido sviluppo della tecnologia e dei diversi mezzi dove viene veicolata l’informazione. Nell’abbondanza di informazioni che uno studente ha a disposizione, diventa sempre più importante la comprensione, la capacita di dare un senso del contenuto e il pensare in modo critico e non più soltanto ricercare le informazioni dalla lettura. Le misurazioni PISA si sono evolute adattandosi ai nuovi strumenti utilizzati.

 

L’indicatore proposto negli SDGs è il mancato raggiungimento da parte degli studenti del livello minimo di competenza in lettura: gli studenti che non raggiungono tale livello hanno difficoltà a confrontarsi con testi a loro non familiari, o lunghi o complessi e hanno bisogno di essere sollecitati con spunti o istruzioni prima di poterli comprendere.

 

In Italia la percentuale di studenti che non raggiungono il livello minimo di competenza in lettura (i low perfomer) e del 23,3%, di poco superiore della media Oecd del 22,6%.

 

La seconda competenza esaminata e la literacy matematica, definita come “la capacita degli studenti di formulare, impiegare e interpretare la matematica in una varietà di contesti”.

 

Nel 2018 il 23,8% dei quindicenni delle scuole italiane non ha raggiunto il livello base di competenza, quota simile alla media registrata nei Paesi Oecd.

 

L’ultima competenza indagata e la literacy scientifica, definita come “la capacita di impegnarsi con le questioni scientifiche e con le idee di scienza, avere quindi le competenze per spiegare i fenomeni in modo scientifico, valutare e progettare indagini scientifiche e interpretare i dati e le prove in modo scientifico”.

 

In Italia, i quindicenni che non raggiungono un livello minimo di competenza scientifica sono 1 su 4 (il 25,9%), dato significativamente più alto della media Oecd (22%).

 

Sul territorio italiano le differenze regionali sono ampie. Gli studenti del Centro-Nord hanno una quota di low performer più bassa per tutte le competenze, mentre valori più elevati si registrano nel Mezzogiorno (35,1% per la lettura, 37,7% in matematica e il 40,1% in scienze).

 

Divari più accentuati si osservano anche per le diverse tipologie di istruzione. Nei licei si rileva la percentuale più bassa di low performer in tutte e tre le competenze (8% in lettura, 11,1% in matematica e 12,2% in scienze). Negli istituti tecnici la percentuale di low performer sale al 26,9% per la lettura, al 22,8% per la matematica e al 26,7% per le scienze mentre negli istituti professionali più della meta dei ragazzi non raggiunge un livello mimino di competenza (55,1%, 56,7% e 57,7% rispettivamente in lettura, matematica e scienze).

 

 

 

La percentuale di giovani tra 18 e 24 anni che ha abbandonato precocemente gli studi e del 13,5% nel 2019.

 

L’ultimo decennio e stato un periodo di forte accelerazione del processo di digitalizzazione e la presenza di strumenti digitali ha cambiato il modo di comunicare, leggere, scambiare informazioni accompagnandosi a difficoltà verso la diffusione generalizzata e a timori rispetto al suo crescente utilizzo.

 

Nel 2019, in Europa, l’87% della popolazione di 16-74 anni ha usato Internet negli ultimi 3 mesi; in Italia il 76%.

 

Nel corso degli anni il ritardo accumulato nelle infrastrutture, nella formazione e apprendimento delle competenze digitali ha favorito il digital divide a discapito della popolazione anziana, dei meno istruiti, delle persone in condizione di povertà e in minore misura delle donne.

 

 

 

  

 

 

 

Friuli Venezia Giulia

Tra le migliori regioni italiane. 

 

 

 

 

 

 

 


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