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Mentre la popolazione mondiale continua a crescere, saranno urgentemente necessari più sforzi e innovazione per aumentare in modo sostenibile la produzione agricola, migliorare la catena di approvvigionamento globale, ridurre le perdite e gli sprechi alimentari e garantire a tutti coloro che soffrono la fame e di malnutrizione l’accesso al cibo nutriente.  

 

 

Il Goal 2 e inteso a garantire l’accesso a un’alimentazione sana e nutriente a tutti gli individui. Benché i problemi della fame e della sicurezza alimentare si concentrino nei Paesi in via di sviluppo, tutti i paesi del mondo sono coinvolti nell’attuazione di una strategia che persegue il miglioramento degli aspetti quantitativi e qualitativi della nutrizione (inclusa la lotta all’eccesso di peso nei paesi più sviluppati) e la promozione dell’agricoltura sostenibile. All’attuazione di tale strategia concorrono diversi fattori, considerati essenziali per garantire sia la sicurezza alimentare a una popolazione mondiale in rapida crescita, sia la sostenibilità ambientale della produzione di cibo: dal buon funzionamento del mercato agricolo a un equo accesso alla terra e alla tecnologia, dalle politiche di sostegno allo sviluppo rurale alla conservazione della diversità genetica vegetale e animale.

L’insicurezza alimentare e una condizione che si concretizza, con diversi gradi di gravita, quando le persone sperimentano una qualsiasi limitazione, imposta da condizioni fisiche o socio-economiche, del loro diritto di accedere a un’alimentazione sufficiente, sana, nutriente e conforme alle loro preferenze, in grado di sostenere una vita attiva e in buona salute.

Un’insicurezza alimentare di grado moderato si associa all'incapacità di nutrirsi con regolarità e di mantenere una dieta sana ed equilibrata; l’insicurezza grave si associa, invece, a un’elevata probabilità di non poter assumere cibo sufficiente ai bisogni vitali.

La malnutrizione si manifesta in due forme: il deperimento e l’eccesso di peso, definiti come scostamenti eccessivi, in difetto o in eccesso, da un intervallo di valori di peso corporeo considerati compatibili con il mantenimento di buone condizioni di salute. Diversamente dalla denutrizione, circoscritta nel perimetro delle regioni in via di sviluppo, la malnutrizione – nella forma dell’eccesso di peso – colpisce anche le regioni sviluppate, dove la crescente diffusione di sovrappeso e obesità fra bambini e adolescenti desta seria preoccupazione, in quanto rappresenta un significativo fattore di rischio per l’insorgenza precoce di numerose patologie croniche.

 

L’Agenda 2030 sottolinea l’importanza di migliorare la produttività e la redditività delle piccole aziende agricole, anche come parte di una strategia di lotta alla povertà e all'insicurezza alimentare, dato che nei Paesi meno sviluppati gran parte del cibo prodotto proviene da fattorie a conduzione familiare. La sostenibilità economica delle piccole aziende agricole assume un significato diverso, ma non meno rilevante, nelle economie avanzate.

Un importante elemento di valutazione della sostenibilità della produzione agricola proviene dal monitoraggio degli inquinanti rilasciati nel suolo, nelle acque e in atmosfera. Dal lato dell’input si possono considerare gli impieghi di fertilizzanti e fitofarmaci per unità di superficie, il cui abuso ha effetti deleteri sulla biodiversità e gravi ripercussioni sulla salute umana. Dal lato dell’output si possono considerare, invece, le emissioni di ammoniaca, generate per circa il 95% dal settore agricolo e in particolare dalle deiezioni dagli allevamenti di bestiame.

Le emissioni di ammoniaca costituiscono un’importante minaccia per l’ambiente e per la salute: sottraendo azoto dal suolo, ne riducono la produttività (ripristinata per mezzo dei fertilizzanti), contribuiscono all'inquinamento atmosferico con la formazione di particolato e generano protossido di azoto, uno dei gas responsabili dell’effetto serra.

 

 

La sicurezza alimentare nel Mondo

 

Il numero totale di persone che soffrono di grave insicurezza alimentare è in aumento dal 2015 e ci sono ancora milioni di bambini malnutriti. 

 

Il rallentamento economico e l'interruzione delle catene del valore del cibo causate dalla pandemia stanno esacerbando la fame e l'insicurezza alimentare. 

 

Inoltre, l'aumento delle locuste del deserto rimane allarmante nell'Africa orientale e nello Yemen, dove 35 milioni di persone hanno già un'acuta insicurezza alimentare. A causa della pandemia, a 370 milioni di scolari mancano i pasti scolastici gratuiti su cui si basano. È necessario adottare immediatamente misure per rafforzare i sistemi di produzione e distribuzione degli alimenti per mitigare e minimizzare gli impatti della pandemia.

 

Nel 2019, i forti aumenti dei prezzi degli alimenti si sono concentrati in gran parte nell'Africa sub-sahariana, trainati da shock di produzione e difficoltà macroeconomiche. L'impatto persistente di conflitti prolungati e condizioni meteorologiche estreme in alcune aree sono stati ulteriori fattori.

 

Persone denutrite nel mondo. Anni 2000 e 2018

 

 

 

RAPPORTO SDGS 2019. Obiettivo 2. Porre fine alla fame, raggiungere la sicurezza alimentare,migliorare la nutrizione e promuovere un’agricoltura sostenibile. Dati FVG

 

 

La sicurezza alimentare in Italia (preCovid)

 

Nel 2018, l’1,5% delle famiglie italiane presenta segnali di insicurezza alimentare, cioè dichiara di non aver avuto, in alcuni periodi dell’ultimo anno, denaro sufficiente per comprare del cibo e di non potersi permettere un pasto proteico almeno due volte a settimana.

In Italia, un bambino su tre (6-10 anni) e in sovrappeso.

Nel 2018, le superfici destinate all'agricoltura biologica sono pari al 15,5% della superficie agricola utilizzata in Italia, oltre il doppio della media UE (7,5%), e raggiungono il 20% nelle regioni del Centro-Sud. Le superfici biologiche sono aumentate del 2,6% rispetto all'anno precedente e di oltre il 75% dal 2010.

In agricoltura continua a diminuire la quantità distribuita di fitofarmaci mentre resta stabile quella dei fertilizzanti.

Nel 2018 sono state emesse in Italia circa 366 mila tonnellate di ammoniaca, di cui 345 mila generate dal settore agricolo (in prevalenza dagli allevamenti di bestiame). Le emissioni di origine agricola sono diminuite del 3,1% rispetto all'anno precedente.

 

Emissioni di ammoniaca del settore agricolo e dell’intera economia in Italia e limiti nazionali di emissione stabiliti dalle Direttive NEC. Anni 2000-2029 (migliaia di tonnellate)

 

In Italia e nell’Ue l’agricoltura biologica rappresenta ormai una quota rilevante della produzione agricola e una realtà consolidata anche dal punto di vista normativo.

 

 

 

 

La sicurezza alimentare in Friuli Venezia Giulia (SDGS 2019)

 

 

 

Tra i minori, rispetto al resto dell’Italia, in regione c’è una maggiore percentuale di obesi rispetto alla media nazionale.

 

 

 


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