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Quando si parla di carta, il pensiero va subito alla cellulosa degli alberi, al colore bianco dei quaderni o alla patina lucida delle riviste. Tuttavia esistono molte altre possibilità di realizzare carta di ottima qualità oltre quelle citate e, tra queste, una delle modalità più antiche è quella di utilizzare la  canapa  industriale.

 

 

Scegliere la carta di canapa ha una serie di vantaggi che vanno dalla questione ecologica (utilizzando questo tipo di fibra  si salvano gli alberi dall’abbattimento) a quella storica: la canapa, infatti, è stata una delle prime piante, dopo il papiro, ad essere utilizzata per la realizzazione di carta di qualità.

 

 

Nell’antica Persia, ad esempio, si realizzava una  carta di canapa e lino, detta carta di Samarcanda, è considerata di gran pregio. Infatti, va sottolineato che la carta di fibra, come appunto la canapa, è molto più resistente rispetto alla carta di polpa, ossia a quella che viene comunemente utilizzata. Inoltre, la carta di canapa oggi rappresenta, proprio come ai tempi antichi, un tipo di carta molto ricercata proprio per l’elevata resistenza e qualità rispetto alla carta industriale. Quando si sceglie la questo tipo di carta, quindi, non si tratta solo di scegliere tra processi industriali e processi artigianali, tra l’uso di sbiancanti ed altri elementi chimici contro l’utilizzo di modalità più  green  di realizzazione: si tratta anche di scegliere una qualità più elevata

La carta di canapa ha origini antiche: prima ancora dei persiani furono i cinesi ad utilizzare questo tipo di prodotto per la documentazione ufficiale e le lettere. Successivamente si è preferito utilizzare carta di cellulosa in quanto più economica.

Con la nascita delle cartiere, la diffusione dei giornali e dei libri stampati la produzione virò sempre più verso la carta di cellulosa.

Tuttavia, la richiesta sempre maggiore di alberi ha portato, già agli inizi del Novecento, a fare i conti con i problemi legati al disboscamento e soprattutto alla presa di coscienza che, a differenza di un albero, la canapa matura in tempi molto più brevi. La differenza tra un albero maturo e pronto al taglio per l’ottenimento della carta e la canapa, infatti, è che il primo ha bisogno di vent’anni per crescere, la seconda solamente di un anno.

I motivi che hanno portato al passaggio tra la carta di canapa e quella di cellulosa sono stati soprattutto commerciali. La carta di cellulosa, infatti, permetteva di ottenere fogli più bianchi e facilmente utilizzabili in molti contesti. Il successo della carta di cellulosa è stato reso possibile non solo da un costo minore, ma anche da una più facile realizzazione industriale della stessa.

 

 

La carta prodotta dalla polpa di cellulosa è caratterizzata dal 20% di lignina, ossia il materiale fibroso che conferisce resistenza alla carta e dal 60% di cellulosa. Il restante 20% è costituito da vari residui vegetali che garantiscono la giusta resistenza e compattezza alla carta.

La canapa, invece, offre una maggiore resistenza naturale perché oltre al 20% di lignina, presente anche in questa pianta, vi è presente un ulteriore 80% di polpa legnosa. Questo significa che la carta di cellulosa è più morbida da lavorare e quindi più rapida da ottenere a livello industriale.

La carta di canapa può essere definita un vero e proprio materiale ecologico sia per la possibilità di salvare alberi adulti dall’abbattimento, sia per la maggiore possibilità di essere riciclata, fino a sette volte, mantenendo sempre un’elevata qualità.

La lavorazione della  carta di canapa  non richiede l’uso di prodotti chimici che vengono invece utilizzati nella produzione della carta di cellulosa: questo significa un maggiore rispetto per l’aria e l’ambiente.

Infine, va sottolineato anche l’elevato vantaggio per l’economia locale, visto che a differenza degli alberi, la canapa industriale può essere piantata facilmente quasi ovunque garantendo, nelle zone delle cartiere, dei prodotti a Km 0.

Il recente rinnovato interesse nella canapa come produttrice di fibra per la carta sembra originare da un  forte motivo ambientale che riguarda la deforestazione.  Tutte le foreste primarie d’Europa, e la maggior parte di quelle Americane, sono state distrutte, tra gli altri motivi per produrre la carta. 


Tecnicamente parlando, non si ha bisogno di riciclare la carta di canapa perché è un materiale grezzo rinnovabile. Uno svantaggio nell’utilizzare la canapa o altre piante annuali come fonte di fibra per la carta è che la tecnologia attuale è stata ottimizzata per la produzione di fibra legnosa, così ci sarebbe bisogno di riconvertire gli attuali impianti per applicare questa tecnologia alla fibra di canapa. Lo scorso anno la Fabriano ha avviato un impianto pilota per la produzione della carta dalla canapa.

Attualmente la cellulosa di canapa ha un prezzo troppo elevato.

 

 

 

La carta di canapa è nettamente migliore della carta tradizionale: infatti la fibra e il legno della canapa sono già di colore bianco e la carta che se ne ottiene è già stampabile. Per renderla completamente bianca, inoltre, è sufficiente un trattamento al perossido di idrogeno (acqua ossigenata), invece dei composti a base di cloro necessari per la carta ricavata dal legno degli alberi.

La carta di canapa è più resistente e duratura, può essere riciclata fino a 7 volte senza perdere di qualità (3 volte è il massimo per la carta) e può durare secoli contro i 25-80 anni di quella ricavata dagli alberi.

Con la stoppa si può fabbricare carta di alta qualità, sottile e resistente, come:

carta da sigarette: persino note marche di sigarette americane hanno il 50% di carta e filtro fatti con la canapa. Alcuni paesi hanno ancora leggi che prevedono l’uso della canapa nella carta da sigarette in quanto altre fibre (come l’abete) producono fumi pericolosi quando vengono bruciati.

carta per filtri : usi tecnici e scientifici,  filtri per caffè e sacchetti del Tè
carta isolante (per condensazioni elettriche)

carta di sicurezza

vari tipi di carta artistica particolare

 

 

 

 


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