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Uno studio ha calcolato che una persona mangia circa 50000 particelle di microplastica all’anno.

 

 

Uno studio ha stabilito che mediamente una persona mangia almeno 50.000 particelle di microplastica all'anno e respira una quantità simile.

È probabile che il numero reale sia molte volte più alto, poiché solo un piccolo numero di alimenti e bevande è stato analizzato per la contaminazione da plastica.  Gli scienziati hanno riferito che bere molta acqua in bottiglia ha aumentato drasticamente le particelle consumate.

Gli impatti sulla salute dovuti all’ingestione di microplastiche sono attualmente sconosciuti. Ci può essere un rilascio di sostanze tossiche, inoltre alcuni pezzi sono abbastanza piccoli da penetrare nei tessuti umani, dove potrebbero scatenare reazioni immunitarie.

L'inquinamento microplastico è in gran parte creato dalla disintegrazione dei rifiuti di plastica e sembra essere onnipresente in tutto il pianeta.  I ricercatori hanno trovato microplastiche ovunque: nell’aria, nel suolo, nei fiumi, nelle profondità dell’oceano. Le microplastiche sono state rilevate nei rubinetti, nell’acqua in bottiglia, nel pesce e nella birra.  Sono stati  trovati  anche  in campioni di feci umane   confermando che le persone ingeriscono le particelle.

 


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La nuova ricerca,  pubblicata sulla rivista Environmental Science and Technology, ha dimostrato che le microplastiche sono diffuse negli alimenti.

Gli scienziati hanno quindi utilizzato le linee guida dietetiche del governo degli Stati Uniti per calcolare quante particelle mangerebbero le persone in un anno. Si stima che gli adulti mangiano circa 50.000 particelle microplastiche all'anno e i bambini circa 40.000.

I migliori dati sono disponibili sull'acqua ed in particolare il confronto tra acqua di rubinetto ed in bottiglia. L’ acqua in bottiglia contiene in media 22 volte in più di microplastiche rispetto all'acqua di rubinetto. 

Gli scienziati non sanno cosa succede quando le microplastiche vengono inalate, ma lo studio ipotizza che "la maggior parte delle particelle inalate saranno ingerite" piuttosto che espulse attraverso la tosse oppure lo starnuto.  

Cox, l’autore dello studio, è stato chiaro. Non ci sono ancora effetti sulla salute noti, ma le particelle ingerite sono "un alto rischio di esposizione in termini di numeri. ".

Alcuni studiosi, che non hanno partecipato alla ricerca, hanno dichiarato che l'esposizione alla microplastica è relativamente bassa rispetto ad altre particelle.  Ad esempio, è stato stimato che la dieta media occidentale espone i consumatori a miliardi di microparticelle di biossido di titanio, un additivo comune. 

I principali consulenti scientifici della Commissione europea hanno affermato che le prove sui rischi ambientali e per la salute delle microplastiche forniscono motivi di sincera preoccupazione e hanno concluso:

"La crescente evidenza scientifica sui rischi di inquinamento microplastico incontrollato, combinata con la sua persistenza a lungo termine e irreversibilità, suggerisce che dovrebbero essere prese misure ragionevoli e proporzionali per prevenire il rilascio di microplastiche".