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14 ottobre 1896. Nubifragio a Trieste. Danni gravissimi.

 

Alle otto fu un vero nubifragio. Il torrente che scendeva dalle colline di Scorcola allagò la piazza della Casema, quella della Zonta e vie adiacenti. Dal torrente di San Giovanni l’acqua irruppe lungo la via Giulia, la via Stadion e quella del Torrente trasformandole in tanti laghi.

Dopo una pausa, nuovi acquazzoni ingrossarono i corsi d’acqua allagando le strade.

Che spettacolo strano, comico e terribile quelle vetture le cui ruote si tuffavano nell’acqua, i cavalli che facevano un bagno forzato, i facchini e le villiche con i calzoni e le sottane sollevate fino a sopra il ginocchio. I più timidi bloccati in qualche portone in attesa… e quelli rassegnati a bagnarsi i piedi che attraversavano il guado. I trasportatori di donne e ragazzi che, con disinvoltura, li sollevavano per traghettarli da un’estremità all’altra della via o della piazza.

Tutte le parti della città, alta e bassa, furono inondate. Dalle colline le acque scendevano impetuose.

La vallata di Montebello offriva lo spettacolo di una vera inondazione. L’acqua scendeva trascinando alberi e oggetti di vario genere. La via Rossetti appariva come un torrente.

Il torrente di Rozzol straripò allagando tutte le campagne circostanti. Era uno spettacolo  pittoresco che faceva accorrere dalle ville vicine la gente, ammirata dinanzi a quel quadro.

Ad un tratto una massa nera apparve a fior d’acqua e si udì un grugnito fortissimo. Era un maiale che veniva trascinato dall’acqua.  Alcuni tentarono di salvare il maiale ma fu impossibile. La corrente lo trascinò fino all’imboccatura del canale sotterraneo, non fu più possibile salvarlo.

Poco tempo dopo un grosso tronco, trascinato dalla corrente, ostruì l’imboccatura del canale e l’acqua iniziò ad allagare tutto l’abitato circostante.

In via Rossetti crollò un muro di 6 metri. Lungo vis dell’Istria e nelle strade laterali, i muri di cinta delle campagne vennero danneggiati e, nel pomeriggio durante il nubifragio, in parte crollarono.

Nei caffè e nelle trattorie la gente dovette fermarsi per ore e ore in piedi sui tavoli.

I danni furono molti. Quasi tutti i magazzini e le botteghe vennero inondati. Danni non indifferenti subì il Giardino pubblico e i giardinetti di piazza Grande, piazza Lipsia, piazza delle Poste e piazza della Stazione, e così a S. Andrea, e lungo la strada di Barcola.

 

 

Il giorno seguente ci fu l’acqua alta a Venezia e il maltempo si estese in tutta Italia. Tutti i fiumi ingrossati.

Furono inondati tutti i campi della nostra regione, soprattutto quelli lungo il torrente Versa. Gravemente colpite furono Capriva, Moraro, Mariano e Corona.

 

 

Dalla Stampa del 17 ottobre 1896

 

Il nubifragio di ieri recò tanti danni che sono stati stimati a un milione di fiorini. Andarono distrutte parecchie grosse partite di indaco, zucchero, pellami, caffè e altre merci. Parecchi muri di cinta nel territorio sono crollati in seguito all’irrompere delle acque. I danni maggiori si ebbero nella città nuova, dai rioni di Sant’Andrea e Barriera Vecchia.

 

 

 

Giornale di Udine, 16 ottobre 1896

Giornale di Udine, 17 ottobre 1896

 

 

 

 

 


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