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Gli indicatori del cambiamento climatico: temperatura superficiale globale

 

La temperatura media della superficie del pianeta è aumentata di circa 1,1°C dalla fine del XIX secolo.

 

La temperatura superficiale media del pianeta è aumentata di circa 1,1°C dalla fine del XIX secolo, un cambiamento determinato in gran parte dall'aumento di anidride carbonica e altre emissioni prodotte dall'uomo nell'atmosfera. La maggior parte del riscaldamento si è verificato negli ultimi 35 anni, con i cinque anni più caldi mai registrati dal 2010. IL 2016 è stato l’anno più caldo mai registrato.

 

 

 

Anomalie delle temperature globali dal 1880 al 2018. Questa mappa con codice colore mostra una progressione delle variazioni delle anomalie della temperatura superficiale globale dal 1880 al 2018. Temperature più alte del normale sono mostrate in rosso e temperature inferiori a quelle normali sono mostrate in blu. La cornice finale rappresenta la media globale della media a 5 anni dal 2014 al 2018. (fonte NASA)

 

Il 2018 è stato il quarto anno più caldo

Secondo gli scienziati del Goddard Institute for Space Studies, le temperature globali nel 2018 erano di 0,83°C più calde rispetto al periodo 1951-1980

A livello globale, le temperature del 2018 sono state al di sotto di quelle del 2016, 2017 e 2015. In ogni caso gli ultimi cinque anni sono stati i più caldi del periodo moderno

 

Dal 1880, la temperatura media globale della superficie è aumentata di circa 1,1°C.

La tendenza al riscaldamento è maggiore nelle regioni artiche dove, nel 2018, si è visto una continua perdita di ghiaccio marino. Inoltre, la perdita di ghiaccio dalle calotte glaciali della Groenlandia e dell'Antartico ha continuato a contribuire all'innalzamento del livello del mare. L'aumento delle temperature può anche contribuire a stagioni molto calde più lunghe contribuendo ad un aumento degli eventi estremi.

Le analisi della temperatura della NASA comprendono misurazioni della temperatura della superficie da 6.300 stazioni meteorologiche, da osservazioni con boe e con navi e dalle stazioni di ricerca dell'Antartico.

 

 

 

 

Esiste l’energia totale, ovvero il calore, che possiede l’intera atmosfera, mentre NON ESISTE alcuna temperatura globale, essendo la temperatura una grandezza intensiva e locale. Le stazioni terrestri sono poche, mal distribuite e tutte diverse l’una dall’altra.

Il metodo elaborato dal GISS della NASA interpola le misure terrestri e quelle delle boe marine per ottenere una temperatura globale, spesso presa come “prova” del global warming. Questo metodo non è esente da critiche proprio per la notevole approssimazione indotta dalla scarsità di misure in molti luoghi.

Qualcosa di più attendibile, in quanto vicino ad una “misura continua”, viene dalle misure satellitari coi metodi RSS e UAH che si basano sulla correlazione della temperatura con la radianza dell’ossigeno. Peccato che questa misura ha una precisione di qualche decimo di grado e che i due metodi diano sempre risultati che si discostano tra loro in misura variabile, anche a seconda della latitudine, ma comunque sempre dell’ordine di qualche decimo di grado. Dunque si stima un aumento “globale” di 0.6°C attraverso misure che hanno una precisione dello stesso ordine di grandezza.

Le temperature con cui abbiamo a che fare ogni giorno su scala locale fluttuano di continuo e sensibilmente a causa di eventi prevedibili, come il passaggio delle stagioni e l’escursione termica tra il giorno e la notte, e di altri più complessi da prevedere come le variazioni del meteo. La temperatura globale, invece, dipende sostanzialmente da quanto calore riceve il nostro pianeta dal Sole e da quanto è in grado di respingerne una parte nello spazio. E questa capacità dipende dalla presenza di particolari composti chimici nell’atmosfera, a partire dai gas responsabili dell’effetto serra, che (semplificando) non consentono al calore di fuoriuscire dagli strati atmosferici più bassi.

 

Che cos’è l’effetto serra

 

Il cambiamento di un grado su scala globale è quindi molto significativo perché sono necessarie enormi quantità di calore per riscaldare tutti gli oceani, l’atmosfera e il suolo per arrivare a un simile aumento. Fu sufficiente la riduzione di uno/due gradi della temperatura globale per far partire la cosiddetta “Piccola era glaciale” tra il XIV e il XIX secolo. Una riduzione di cinque gradi fu sufficiente per seppellire sotto uno spesso strato di ghiaccio il Nord America 20mila anni fa.

Che si stia verificando un riscaldamento globale è evidente e nella comunità scientifica chi sostiene il contrario è ormai in netta minoranza, anche se il tema continua a essere molto dibattuto. Non si può dire con certezza invece quale sia la causa dell’aumento delle temperature, che potrebbe essere quindi dovuta a fattori naturali o all’attività dell’uomo.

Dall’intersecazione dei dati di temperatura e di concentrazione di anidride carbonica, i ricercatori della NASA spiegano che i dati fino a ora raccolti suggeriscono che si tratti della seconda ipotesi.

 

 

 

 


 

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