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A causarne la scomparsa la caccia e la distruzione del suo habitat.

 

Il coguaro orientale (Puma concolor couguar), che un tempo viveva in Nord America, dal Michigan alla Carolina del Sud, è stato ufficialmente dichiarato estinto. Sono passati 80 anni dall'ultimo avvistamento confermato dell'animale.

 

Sparito dal 1938

Lo US Fish and Wildlife Service, l'agenzia statunitense che monitora la fauna selvatica, ha rimosso dalla lista delle specie minacciate di estinzione questo felino predatore. Conosciuto anche come pantera orientale, è cugino a livello generico del leone di montagna (Puma concolor, il puma). Questo proprio perché “sulla base delle informazioni disponibili – si legge nel comunicato dell'Agenzia Usa – non c'è più alcuna prova dell'esistenza di una popolazione riproduttiva o di singoli esemplari di questa sottospecie”.

L'ultimo avvistamento di un coguaro orientale risale al 1938: in tale occasione, un esemplare venne ucciso da un cacciatore nel Maine. Sempre per lo US Fish and Wildlife Service, “è altamente improbabile che una popolazione di coguari orientali possa non essere notata” così a lungo.

Il Puma concolor couguar era stato inserito nella lista statunitense delle specie a rischio estinzione nel 1973. Negli anni si sono contate decine di avvistamenti, ma secondo gli esperti si sarebbe trattato di esemplari di puma occidentale, fuggiti dalla cattività e arrivati nella parte orientale degli Stati Uniti dopo aver percorso centinaia di chilometri.

 

Le cause della scomparsa

A portare all'estinzione questi grossi felini selvatici – lunghi fino a oltre due metri e mezzo – sarebbero stati principalmente la caccia e la cattura sistematiche, cui si è sommata la progressiva distruzione dell'habitat naturale. Situazioni che, come ricorda l'agenzia Reuters, furono le cause della loro drastica riduzione già all'inizio del secolo scorso.

 

“Reintrodurre il leone di montagna”

I gruppi di conservazione dell'ambiente chiedono ora che Stati dell'Est e del Midwest possano introdurre nell'habitat dei coguari i leoni di montagna, la cui popolazione è in crescita negli Stati occidentali. “Abbiamo bisogno di grandi carnivori che possano frenare il sovrappopolamento dei cervi e le malattie trasmesse dalle zecche che minacciano la salute umana”, ha spiegato Michael Robinson della Ong Center for Biological Diversity.  

 

 

 

 


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